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Il 21 novembre 2003, in una bella giornata d’autunno,insieme ai miei compagni di scuola, sono stata sul monte Cito. Questo monte si trova nel comune di Lacco Ameno, in località Fango. La parte più interessante del monte è costituita da un ‘area con scarsa vegetazione con abbondanti esalazioni di zolfo, con il caratteristico odore di uova marce e di calore. Ricordo che molte rocce presentavano colori di giallo,marrone dovuto alle emissioni di zolfo e di altri elementi . Io ho raccolto alcuni di queste pietre, incuriosita. L’origine di questo monte così strano è dovuta ad una frattura della crosta terrestre,con fenomeni vulcanici secondari che in questo caso sono fumarole con emissioni di vapori e gas con zolfo,acido borico e altre sostanze. La vegetazione è molto scarsa in quanto i gas emessi sono tossici anche per le piante. Alcune di queste si sono adattate al calore intenso presente intorno ai vulcani come la “Cipereus Polistachius”. Tutta l’area con questi fenomeni vulcanici viene chiamata solfatara. Il monte Cito è uno dei vulcani più pericolosi dell’isola d’Ischia, anche giovane rispetto ad altri vulcani presenti sull’isola. Nei pressi del monte esiste un ‘area ,chiamata Bianchetto: essa è formata da solfiti e solfati composti da zolfo , carbonati di sodio. L’isola d’Ischia ha la caratteristica di avere un particolare tipo di tufo di colore verde formatosi in seguito a numerose eruzione vulcaniche.In altre località il tufo è di colore giallo. La località del “Fango”, dove è situato il monte Cito, ha la caratteristica di avere alcune vasche per la raccolta del fango in seguito al dilavamento delle pendici del monte del materiale argilloso. Il fango, raccolto in queste zone, viene usato nelle terme dell’isola d’Ischia per la cura dell’artrosi, di artriti, che sono malattie delle articolazione ,nonché come maschera di bellezza. La località del Fango attualmente presenta coltivazioni di vigneti a denominazione d’origine controllata e e di oliveti con abitazioni rurali,piccole.
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