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Il “nostro” mare è prima di ogni altra cosa un “mare pieno di
storia”, antico come la civiltà da cui discendiamo.
Il “Naufragio di
Pithecussai”,dipinto sul collo di un cratere ritrovato nella valle di S.Montano
,è il più antico esempio di pittura vascolare ed anche una delle immagini più
lontane nel tempo che ha come protagonista il nostro mare.
Una grande nave capovolta,che
conserva ancora il remo di governo al suo posto , sotto la poppa ricurva, è
circondata da sagome di esseri umani e pesci che coprono fittamente lo “spazio
marino” fino ad identificarsi con esso.
Interessante è il disegno di
una grande quantità di pesci di forme e grandezze diverse, molto somiglianti ai
pesci che attualmente vivono nel nostro mare e che noi tutti conosciamo. Gli studiosi ritengono che le
sagome più grandi siano quelle dello
squalo bianco , mentre le più piccole ricordano la nostra Orata o la Spigola. Così rappresentato
il mare , non solo elemento liquido , ma
insieme di esseri viventi, pesci , uomini e acqua, per voler sottolineare che
il mare è vita e che la sua storia
è una
storia di vite , di uomini e di popoli che su di esso vi svolgono da sempre la loro esistenza.
Dall’ VIII secolo a.C. ad
oggi quanto “mare” è passato intorno alla nostra isola!
A guardarlo sembra sempre lo stesso
, con il suo colore blu ed i suoi pesci dai mille colori!Eppure sappiamo tutti
quante cose siano cambiate dal “Mare Nostrum” ad oggi , sia in superficie sia
in profondità. |
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