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La parola inquinamento, deriva dal latino (inquinamentum cioè
lordura, sporcizia), indica la diffusione nell’ambiente di sostanze capaci di
danneggiare lo sviluppo o la salute degli esseri viventi, o di alterare
l’aspetto di un paesaggio. In altre parole, l’inquinamento è la dispersione nel
suolo, nell’aria e nell’acqua di sostanze che ne alterano le caratteristiche
naturali; quindi, si inquina l’ambiente immettendovi prodotti chimici o
biologici oppure fattori fisici (come calore, radiazioni, rumori) che causano
effetti negativi. Talvolta, l’inquinamento non si vede: l’aria ci appare fresca
e pura mentre può contenere radiazioni molto dannose; il cibo e l’acqua ci
possono sembrare sani, eppure possono essere contaminati da veleni chimici.
L’INQUINAMENTO DELL’ACQUA
L’acqua è un bene indispensabile per la vita su questo pianeta. Eppure, forse è proprio l’acqua l’elemento naturale contro cui l’uomo combatte la battaglia più devastante e perversa.
Nelle
acque di fiumi, laghi, mari e oceani finiscono gli scarichi industriali, i
liquami urbani, il pulviscolo tossico e gli acidi sospesi nell’aria e portati
giù dalle piogge.
Così,
l’acqua diventa la tappa finale, l’ultimo serbatoio dell’immondizia rovesciata
sulla terra.
Vi
sembra esagerato tutto ciò?
Ebbene,
alla fine degli anni '60 del secolo scorso un fiume degli Stati Uniti era così
inquinato da oli e detriti di varia natura che si incendiò, danneggiando alcuni
ponti.
Le
“Armi” agricole sono
le sostanze
chimiche (fertilizzanti, insetticidi, anticrittogamici, diserbanti) che, sparse
su aree coltivate sulla vegetazione, finiscono nelle falde acquifere o
sotterranee, o vengono trasportate dalle acque piovane, le quali poi erodono il
terreno trascinando gran parte di queste sostanze in mare.
Fertilizzanti
e detersivi sono anche alla base del fenomeno dell’eutrofizzazione.
Per
eutrofizzazione si intende il sovraccarico di sostanze nutritive che, presenti
nei rifiuti urbani, agricoli e industriali, si riversano nei laghi e nei mari
provocando un’enorme crescita di alghe e di altre piccole piante acquatiche. E
poi? Queste alghe vengono a loro volta decomposte da batteri che consumano
tanto ossigeno da non consentire più la vita dei pesci.
Il mare
adriatico ha subito le conseguenze di questo fenomeno a causa dei notevoli
apporti “nutritivi” del fiume “Po”.
Da
alcuni anni è pure frequente il fenomeno delle mucillagini nei laghi, nei fiumi
e sulle coste adriatiche. Le cause della moltiplicazione di questa specie di
“muco”, prodotto dalle alghe marine, sono ancora sconosciute; si sa che le
mucillagini proliferano grazie alle enormi quantità di fosforo, azoto ed altre
sostanze chimiche che si riversano in mare dalla foce dei grandi fiumi, nei
quali vengono versate le sostanze inquinanti prodotte dalle città, dalle fabbriche
e dalla coltivazione dei campi. Le “Armi” industriali sono discariche provenienti dalle fabbriche, le acque utilizzate per il drenaggio delle miniere di carbone, le scorie prodotte dal ciclo di lavorazione degli impianti nucleari o dal raffreddamento degli impianti termoelettrici.
MARE INQUINATO
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