The freedom writers

I nostri ragazzi provano a diventare scrittori

http://www.freedomwritersfoundation.org

 “The freedom writers foundation promote acceptance

 & innovative theaching methods in classroom across the coutry”

(In fondo a questa pagina trovate alcuni racconti 

scritti dai nostri alunni)


Hilary Swank in una scena del film The freedom writers

  Erin Gruwell è una giovane insegnante di lettere al suo primo incarico in un liceo. Siamo a Los Angeles nel 1992, poco dopo gli scontri razziali che avevano messo a ferro e fuoco la città. Erin si vede affidare una classe composta da latinoamericani, cambogiani, afroamericani e un unico bianco. Provengono tutti da realtà sociali in cui il degrado e la violenza costituiscono parte integrante della vita quotidiana. Le istituzioni li vedono come un peso morto da "parcheggiare" in attesa che tornino nella strada. "La Gruwell" (così prenderanno a chiamarla i ragazzi) non si arrende né di fronte all’istituzione né di fronte agli allievi che inizialmente la respingono convinti che sia l’ennesima insegnante disinteressata al loro vissuto. Riuscirà a convincerli ad uscire dalla gabbia delle gang e a guardarsi dentro scrivendo dei diari che diverranno un libro.
Ispirato a una storia vera, con un premio Oscar che crede così tanto al progetto da divenire produttore esecutivo, con un coprotagonista come Patrick Dempsey (il Dottor Shepherd di Grey’s Anatomy) Freedom Writers appartiene alla categoria dei misteri della distribuzione italiana. Non si capisce cioè perché non sia passato in sala ma sia stato relegato nelle uscite in dvd. È infatti un film dotato di un buon ritmo capace di far riflettere senza annoiare sulla possibilità di una convivenza e conoscenza reciproca tra realtà diverse costrette al degrado e quindi capaci si vedere nell'altro solo il nemico.
La Swank è assolutamente credibile nel ruolo di un'insegnante apparentemente fragile ma così determinata nel perseguire il suo progetto da mettere a repentaglio anche la propria vita privata. Altrettanto lo sono i giovani interpreti tra cui spicca April Lee Hernandez nel ruolo di Eva, una giovane latinoamericana che, riesce ad uscire dalla logica soffocante delle gang grazie a un doloroso percorso di maturazione. 

 

Erin Gruwell

autrice, insieme ai suoi alunni del libro The Freedom Writers Diary

e di altre numerose pubblicazioni

http://www.libreriauniversitaria.it/books-author_erin+gruwell-gruwell_erin.htm

L'insegnante Gruwell, fondatrice della fondazione FREEDOM WRITERS

http://www.freedomwritersfoundation.org

propone nuovi e innovativi metodi di insegnamento per le cosiddette "classi difficili"

 

Ecco alcuni racconti scritti dai nostri alunni: corretti solo alcuni errori  di forma!)

Francesca  Francesca Polverino 2°B : "La vita non è facile se vivi sulla Pace"  

 

Carla Raia   classe 3° H: L'unicorno dorato

 

Miriam (pseudonimo) classe 3L : L'Isola del TESORO FANTASMA

Enrica Discepolo classe 3° L :  Amici per la pelle

Garcia Iacono Ferrucci    classe 3° L:   Pasquale lo sfigato

Leonardo D'Abundo   classe 3° L:   Un bimbo come me!

 

Pierpaolo Foglia e Cristian Iacono    classe 3° F:   Da 0 a 100!  (romanzo breve)

(vecchi racconti a.s. 2008-09)

Maria Teresa Di Meglio e Camilla Elia 3° B : Notte spettrale!

Antonio Manco 3°B :   Lo zingaro

 

Ciro Barnaba   classe 3° C: Ciucciello

Ciro Impagliazzo classe 3° C :  L'unico difetto

Lorenzo Morgera classe 3° C : Non è lui

Progetto FREEDOM WRITERS (scrittori in libertà)

   Per essere dei bravi scrittori, si presuppone innanzitutto che si abbia qualcosa da raccontare e non basta saper scrivere (e parlare). Saper raccontare dipende dalla padronanza della lingua, saperla gestire nel modo più adeguato per interessare il pubblico di lettori che vogliamo colpire.

Le esperienze di vita, ma innanzitutto lo spirito di osservazione, sono condizioni indispensabili per poter scrivere un buon racconto. In fondo scrivere è come fotografare con le parole. Descrivere col cuore e la mente (e con la penna o col “word”) immagini in sequenza che non necessariamente devono essere avvenute nel tempo e quindi possono essere anche solo frutto dell’immaginazione.

Si  inizia  magari scrivendo un diario, dove si raccontano le proprie confidenze. Serve allenamento nella scrittura. Bisogna scrivere. Scrivere. Scrivere…

 Per saper scrivere un libro  serve:

  • Avere vissuto esperienze dirette o per transfert se si possiede grande fantasia.
  • Essere allenati a scrivere: scrivere tutti i giorni qualcosa
  • Avere veramente qualcosa da raccontare.
  • Avere l’intuito che ciò che si andrà a scrivere possa colpire un pubblico interessato ad un certo argomento, una certa storia.
  • Originalità: Pensi di essere avere un’esperienza sufficiente per affrontare l’argomento da trattare ?
  • Avere immaginazione fotografica: le scene che scrivi coincidono con quello che immagini ? (come se volessi far vedere un film) 
  • Padronanza di linguaggio: qui vi aiuta l’insegnante con la correzione dei testi.
  • Ritmo di un testo: è quella tipica di chi sa raccontare barzellette, creando un pathos iniziale, un racconto con tempi e pause adeguati e battuta finale a sorpresa. Devi cioè destare curiosità nel lettore .
  • Prendi appunti durante la settimana: scrivi su un taccuino uno spunto, un’idea, qualcosa che hai visto, una frase che hai pensato o che hai sentito per strada
  • Essere curiosi: quando descrivi  una persona devi parlare della sua vita, delle sue emozioni, dei  suoi pensieri 
  • Devi sentire la scrittura come un bisogno primario
  • Vocabolario: consultare il vocabolario
  • Essere liberi: hai paura che quanto scrivi possa essere letto da chi non deve o temi di essere giudicato in base a certi tuoi pensieri ? Male !

  Ultime regole per scrivere un libro.

La regola migliore per scrivere è quella di non avere regole per formare un tuo stile personale.